Strage di Brindisi, giudice conferma fini terroristici di Vantaggiato
Lo ricordiamo ancora tutti quel 19 maggio 2012. Una bomba
esplode, dinanzi all'istituto professionale "Morvillo Falcone", perde
la vita Melissa Bassi. Le sue compagne vengono ferite gravemente. Inizialmente
si pensa ad un attentato mafioso, poi , solo qualche giorno dopo si scopre il
colpevole. È Giovanni Vantaggiato, un imprenditore di Copertino. Movente?
Sconosciuto.
Oggi Vantaggiato, accusato di strage in concorso, è comparso
per la prima volta dinanzi ai giudici, dopo i tre interrogatori già sostenuti
dinanzi ai magistrati inquirenti.
All'udienza era presente, oltre il sostituto procuratore
della Direzione distrettuale antimafia di Lecce, Guglielmo Cataldi, anche il
legale del 68enne, l'avvocato Franco Orlando, che aveva presentato appello nei
confronti dell'ordinanza emessa dal gip Ines Casciaro, chiedendo che al suo
assistito non fosse contestata l'aggravante delle finalità terroristiche. L'avvocato Orlando aveva inoltre chiesto che a
Vantaggiato fossero concessi gli arresti domiciliari. Ma le richieste del
legale sono state rigettate dai giudici del Riesame (Sergio Piccinno,
Michele Toriello e Antonio Gatto), che hanno confermato l'aggravante delle
finalità terroristiche nei confronti dell'imprenditore originario di Copertino.
Rigettata, di conseguenza, anche la richiesta dei domiciliari poiché, secondo
il codice vigente, la custodia cautelare in carcere è l'unica misura possibile
per il reato di strage di matrice terroristica.
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